Convivere con il dolore cronico

Condividi:
Share on twitter
Share on linkedin
Share on facebook

Le definizioni dei dizionari non rendono appieno il concetto. Il dolore cronico è una condizione complessa che raramente viene risolta in modo rapido e spesso richiede soluzioni a livello emotivo e fisico.

Il dolore può essere molto vario: da sordo e persistente, ad attacco acuto e bruciore in un’area colpita del corpo. Per essere cronico deve protrarsi, in stato stazionario o intermittente, per almeno 12 settimane.

Le principali fonti di dolore cronico sono problemi muscoloscheletrici, emicranie e cefalee, fibromialgia, artrite, cancro, diabete e condizioni neurologiche, ma elementi soggettivi e personali rendono difficile stabilire una causa a monte e misurarne l’impatto.

Ma il peso di tale condizione è evidente, poiché compromette la funzione fisica e psicologica del paziente con un effetto devastante, causando problemi in famiglia, nel gruppo di amici e sul posto di lavoro.

Il dolore cronico è una delle principali cause di disabilità e può potenzialmente intaccare tutti gli aspetti della vita. La Pain Alliance Europe, un’organizzazione che include medici esperti e gruppi di pazienti, stima che 95 milioni di persone in Europa convivono con il dolore cronico e sono regolarmente costretti ad affrontare discriminazioni e stigmatizzazioni sul lavoro e nella loro vita sociale. 1

Le implicazioni di vasta portata del dolore cronico sono state evidenziate da The Pain Proposal, un gruppo indipendente di esperti europei che ha raccolto alcune ricerche: queste dimostrano che i malati hanno sofferto di isolamento sociale, preoccupati per le relazioni personali e la perdita del lavoro, riversando tale impatto negativo su amici e familiari. 2

Questa condizione è stata rafforzata da uno studio pubblicato sullo European Journal of Pain 3 che ha rilevato l’impatto sulle persone che convivono con il dolore cronico:

  •  21% ha ricevuto una diagnosi di depressione
  • 61% era meno capace o incapace di lavorare fuori casa
  • 19% aveva perso il lavoro e il 13% lo aveva cambiato
  • Solo il 2% è stato trattato da uno specialista della terapia del dolore
  • 33% non ha ricevuto alcun trattamento

Il dolore è stato a lungo considerato un sintomo piuttosto che una condizione in sé, ma grazie alla campagna della Federazione Europea del Dolore, che rappresenta 20.000 operatori sanitari e ricercatori, il dolore cronico primario è stato riconosciuto in qualità di malattia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Gli esperti ritengono che l’aggiornamento della condizione potrebbe portare a un maggiore livello di prestazione per i pazienti, accelerando diagnosi e trattamenti.

Affrontare il dolore è uno dei compiti più impegnativi che i medici devono gestire, in quanto la causa e l’effetto sono ancora più labili e confusi dallo stress, provocato da quest’ultimo nei pazienti. Leslie J. Crofford, esperta di reumatologia, ha osservato: “Quando si elimina il 90% del dolore del paziente, il restante 10% è il 100% di ciò che è rimasto. Questo ci ricorda che qualsiasi dolore è ancora dolore.” Aggiunge: “Quando il dolore diventa cronico, nella maggior parte dei casi l’obiettivo consiste nella gestione piuttosto che nell’eliminazione di esso”. 4

Il complesso groviglio di sintomi fisici e psicologici derivati dal dolore cronico porta a una significativa riduzione della qualità di vita. Ma esistono trattamenti e meccanismi di supporto che aiutano a stabilizzare le condizioni; la medicina tratta ora il dolore cronico come una questione urgente.

Tecniche di gestione del dolore cronico

Rilassarsi e respirare

Il dolore cronico può causare tensione muscolare e spasmi, mentre la sensazione di mancanza di controllo sul livello del dolore aumenta lo stress che esacerba ulteriormente le condizioni.

Le tecniche di rilassamento sono strumenti essenziali per alleviare lo stress muscolare e articolare, interrompere i segnali di dolore nel cervello e favorire una sensazione di calmo controllo.

Richiedono tempo per essere apprese e dovrebbero essere usate quotidianamente. Ma i pazienti riferiscono minore fastidio e dolore: il rilascio di endorfine neutralizza naturalmente il dolore, ma anche la capacità di godere maggiormente del sonno.

Il rilassamento deve avvenire in ambienti tranquilli e privi di disturbi e la respirazione profonda rimane uno dei modi più efficaci per raggiungerlo. Il ritmo costante dei respiririlassa i muscoli e può essere implementato con esercizi di visualizzazione, come immaginare un granello di sabbia tra l’indice e il pollice da ruotare in combinazione con un ciclo respiratorio.

Gli schemi di respirazione variano durante gli episodi di dolore, diventando più corti e superficiali. Rallentare il processo e concentrarsi sugli aspetti fisici di un respiro lento e scorrevole, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, in modo da rilassare il corpo.

È una questione di pratica regolare, di prove ed errori per trovare le giuste combinazioni che favoriscano il rilassamento: ad esempio, introdurre musica rilassante o pensare a qualcosa di piacevole, come il paesaggio preferito.

Una volta stabilite, queste tecniche possono essere implementate in pubblico per contribuire a ridurre al minimo l’impatto dello stress derivante dalle pressioni della vita quotidiana.

Trattamento e farmaci

Non esitare a cercare un supporto da parte di professionisti se si sente di non poter affrontare il dolore. Non c’è da vergognarsi nel richiedere un trattamento adatto a sé stessi: un medico esperto potrà elaborare una terapia che tenga conto delle esigenze specifiche del paziente. Il dolore cronico può rappresentare un enorme deterrente per vivere una vita normale e piena; se il giusto trattamento medico può aiutare il paziente in questa direzione, egli deve sentirsi sicuro nel consultare il proprio medico.

La musica lenisce il dolore cronico

Il verso “La musica ha il potere di lenire un cuore selvaggio” è una citazione tratta da una tragedia del 17° secolo, ma è di grande attualità per quanto riguarda il dolore. Sappiamo tutti che i nostri stati d’animo possono essere migliorati o allietati dalla musica: la ricerca ha dimostrato che essa ha un impatto positivo sul dolore con sessioni di soli 20-30 minuti. 5

La musicoterapia è regolarmente usata per trattare le condizioni neurologiche, poiché attiva le reti neurali del cervello che sono associate alla ricompensa e all’emozione. Essa può ridurre la percezione del dolore e alleviare la depressione per favorire un migliore controllo del dolore.

Attività fisica

Fare esercizio mantiene i muscoli, i tendini e le articolazioni flessibili e può ridurre gli effetti del dolore cronico. Ma è opportuno un controllo medico per assicurarsi che qualsiasi nuova routine di esercizio non sia troppo faticosa, né aumentata in modo repentino, poiché ciò potrebbe causare lesioni.

Il corpo si indebolisce a causa della mancanza di attività, aumentando la percezione del dolore, quindi anche un programma di fitness leggero sarà di aiuto, in quanto manterrà il peso corporeo corretto e ridurrà il rischio di malattie cardiovascolari.

L’attività fisica rilascia inoltre le endorfine che migliorano l’umore, neutralizzano i segnali di dolore e distraggono i pazienti dai loro sintomi.

Migliorare la forma fisica è un obiettivo di benessere che si abbina ad una dieta sana.

Mangiare in modo sano

Una dieta equilibrata, a base di frutta e verdura fresca, pesce grasso contenente Omega-3 e carne magra, aiuta a controllare il peso, migliorare i livelli di zucchero nel sangue e proteggere dalle infiammazioni, che possono contribuire in egual misura a diversi livelli di dolore.

La linea guida raccomanda di seguire la dieta mediterranea: sono disponibili diversi libri di cucina a base medica per fornire ricette e informazioni. Il consiglio principale è quello di evitare completamente il fumo, ridurre drasticamente l’assunzione di cibo spazzatura e bere alcool solo con moderazione, all’occorrenza.

La Federazione Europea del Dolore afferma che una buona alimentazione può migliorare la funzione del sistema nervoso, immunitario ed endocrino, mentre perdere o mantenere il proprio peso riduce il carico gravante sulle articolazioni. 6

L’aumento di fibre nella dieta e l’assunzione di abbondante acqua rappresentano fattori fondamentali di una dieta sana.

Monitorare il proprio dolore

Tenere una registrazione dei cicli e dei livelli di dolore fornirà informazioni essenziali al medico per diagnosticare e prescrivere le terapie. Ciò fornirà anche una misura di controllo in quanto identifica gli schemi del dolore e i fattori scatenanti.

Raramente il dolore segue un orario o si verifica a livelli uniformi, ma un diario del dolore (con eventi contrassegnati con numeri da 1 a 10 per indicarne la gravità) darà un’identità ai ritmi: disporre di questa conoscenza può essere di grande aiuto.

Essere in grado di riferire con precisione al medico come ci si sentiva in giorni diversi, gli darà anche informazioni critiche, che non saranno disponibili se il ricordo del paziente è vago. La progressione della condizione e la risposta del paziente ad eventuali terapie possono essere valutate più accuratamente, dando maggiori opportunità di monitorare il dolore cronico.

Non sentirsi soli

Ottenere assistenza medica è essenziale per trovare un percorso di gestione del dolore cronico, ma il sostegno di familiari, amici e pari riveste un ruolo enorme nel ridurre la sensazione di peso.

Uno studio ha dimostrato che i pazienti affetti da fibromialgia che avevano un partner hanno sperimentato significativamente meno dolore rispetto a quelli che erano soli. Questo è importante, in quanto molte persone affette da dolore cronico sentono il bisogno di isolarsi da amici e familiari.

L’imbarazzo e il senso di colpa sono emozioni comuni che spingono le persone a ridurre i contatti, ma conoscere la propria condizione e il dolore derivante in modo da poter dare spiegazioni agli altri può essere di sollievo. Combattere i miti con fatti concreti e informazioni chiare consente ai pazienti di capire, rendendo più facile la richiesta di aiuto.

I gruppi di supporto sono disponibili anche nella maggior parte dei paesi ed è opportuno cercarli, poiché è possibile parlare con altre persone che hanno esperienza simile e impararne le strategie.

Altri trattamenti

Agopuntura, mindfulness e massaggio sono regolari trattamenti di sollievo dal dolore, ma esiste un numero crescente di dispositivi progettati per stimolare i nervi e interrompere i segnali di dolore.

I più utilizzati sono i dispositivi TENS (terapia di stimolazione elettrica transcutanea dei nervi), che un tempo erano macchine ingombranti, ma ora sono stati trasformati in una serie di dispositivi portatili.

La consulenza medica è ancora la via più efficace per la riduzione del dolore, ma i dispositivi e le terapie alternative possono svolgere un ruolo di supporto.

 

Riferimenti:

  1. Pain Alliance Europe. Survey on Chronic Pain 2017: Diagnosis, treatment and impact of pain. June 2017. Accessed January 2021. https://www.pae-eu.eu/wp-content/uploads/sites/5/2017/12/PAE-Survey-on-Chronic-Pain-June-2017.pdf
  2. European Pain Federation. Pain Proposal. Improving the current and future management of chronic pain. Accessed January 2021. https://europeanpainfederation.eu/wp-content/uploads/sites/5/2016/06/pain_proposal.pdf
  3. Breivik, H., Collett, B., Ventafridda, V., Cohen, R. and Gallacher, D. Survey of chronic pain in Europe: Prevalence, impact on daily life, and treatment. European Journal of Pain. 2005;10: 287-287. doi: 10.1016/j.ejpain.2005.06.009
  4. Crofford LJ. Chronic Pain: Where the Body Meets the Brain. Trans Am Clin Climatol Assoc. 2015;126:167-183.
  5. Richard-Lalonde M, Gélinas C, Boitor M, et al. The Effect of Music on Pain in the Adult Intensive Care Unit: A Systematic Review of Randomized Controlled Trials. J Pain Symptom Manage. 2020;59(6):1304-1319.e6. doi:10.1016/j.jpainsymman.2019.12.359
  6. International Association for the Study of Pain. Nutrition and Chronic Pain Factsheet. Accessed January 2021. https://europeanpainfederation.eu/wp-content/uploads/sites/5/2020/03/European-Year-2020-Nutrition-and-Chronic-Pain-Fact-Sheet.pdf
Ti potrebbe interessare...

Epilessia

Una diagnosi di epilessia può essere difficile da affrontare per tutta la famiglia, in particolare perché molti genitori non hanno una profonda conoscenza della malattia e del modo in cui aiutare i loro figli a farvi fronte.

Epilessia

Si tratta di crisi in cui il bambino rimane inconscio per breve tempo, fissa nel vuoto e non risponde a ciò che sta accadendo intorno. La loro frequenza e durata sono imprevedibili, creando preoccupazione nei genitori e nei familiari.

Epilessia

La maggior parte dei bambini affetti da epilessia dovrebbe essere in grado di frequentare la scuola tradizionale e godere della propria formazione senza problemi significativi, a condizione che vi sia una buona comunicazione tra la famiglia e la scuola.

Bentornato

Per accedere a queste informazioni è necessario usare le proprie credenziali

Non hai un profilo? Iscriviti