Problemi di memoria? Succede anche da giovani! Ecco cosa fare

Problemi di memoria? Succede anche da giovani! Ecco cosa fare

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Guida pratica per rinforzare la memoria

Sei ancora giovane ma ti capita di dimenticare nomi, numeri di telefono o dove hai lasciato le chiavi? Scopri quando è il caso di preoccuparti e i consigli per preservare la memoria.

Vediamo se ti riconosci in questo identikit:

  • Hai circa 50 anni;
  • Svolgi un lavoro di ufficio oppure ti occupi della casa e della famiglia;
  • Ritieni che la memoria e la funzionalità cognitiva siano aspetti importanti nella tua vita. E, proprio per questo, cominci a preoccuparti delle dimenticanze che ogni tanto si verificano tra le tue mille faccende quotidiane;
  • Ultimamente ti stai chiedendo se è possibile fare qualcosa per mantenere giovane ed efficiente il cervello.

Abbiamo indovinato? Sappi che puoi fare molto per contribuire alla tua memoria. E noi siamo qui per darti tanti consigli utili allo scopo.

I vuoti di memoria: quando preoccuparsi e quando no

Prima di svelarti cosa fare per preservare la memoria e la capacità cognitiva, vogliamo rassicurarti: le piccole dimenticanze (un nome, le chiavi, un elemento della lista della spesa o dover impiegare più tempo a imparare cose nuove) non sempre sono sinonimo di una malattia del sistema nervoso centrale. Anzi, invecchiando è normale rendersi conto che le funzioni cognitive non sono più quelle di un tempo.

Si tratta di una condizione chiamata declino cognitivo soggettivo, tipica delle persone che riferiscono sensazioni di “perdere i colpi”, ma che non mostrano evidenze all’esame medico. Questa condizione diventa più frequente con l’avanzare degli anni, ed è correlata a stili di vita malsani, come inattività fisica, tabagismo, alimentazione sregolata e abuso di alcol. Sebbene molti giovani ne siano preoccupati, nella maggior parte dei casi non si tramuterà in qualcosa di più grave, ad esempio una demenza, nel futuro.

Più problematico, invece, non ricordare cosa si ha mangiato per pranzo o perdersi in luoghi che si conoscono bene: si tratta di situazioni che, se ripetute, non fanno parte del normale processo di invecchia­mento, e che possono incidere in modo significativo sulla vita quoti­diana.

Leggi tutta l’infografica sui problemi di memoria e, se il caso, parlane con il tuo medico.

 

 

 

 

Dimenticare non è un fallimento della memoria

Con il passare degli anni diventa più complicato apprendere nuove informazioni, perché rallenta la velocità con cui il nostro cervello riesce ad elaborarle. Ed essere più lenti significa avere meno tempo a disposizione per me­morizzarle: ecco allora che diventa del tutto normale andare al supermercato e dimenticarsi i prodotti da comprare, se non abbiamo avu­to tempo a sufficienza per memorizzarli.

E poi anche dimenticare ha la sua importanza: secondo alcuni studi, è un meccanismo che il cervello mette in atto per cancellare i ricordi superflui e dare spazio a quelli più rilevanti, così da reagire più efficacemente ai cambiamenti nell’ambiente circostante e prendere decisioni più sagge.

Secondo questi scienziati, la memoria non è dunque altro che l’abilità di saper dimenticare le cose superflue. Del resto, Eugenio Montale lo scrisse tanto tempo fa: “Il primo compito di una buona memoria è di saper dimenticare”. Quanta verità in questo pensiero, soprattutto oggi che siamo costantemente bombardati di informazioni!

Esiste un’età d’oro per la memoria?

Uno studio pubblicato su Psychological Science, firmato dal Massachusetts Institute of Technology, ha cercato di capire se esiste un’età in cui si arriva alla massima efficienza in tutte le capacità intellettive, per concludere che probabilmente questa non esiste:

  • La rapidità nel ricordare fatti, collegarli e ripetere la trama di una storia risulta al massimo tra 15 e 20 anni;
  • La memoria visiva raggiunge il picco dopo i 30 anni;
  • La memoria a breve, in generale, migliora fino ai 25 anni per poi restare stabile fino ai 35.

Detto questo, i neuroni cominciano a diminuire verso i 30 anni, mentre altre aree del cervello sono più resistenti all’invecchiamento e addirittura alcune abilità maturano in seguito, anche dopo i 50 anni, come la capacità di codificare le emozioni altrui.

Mantenere una buona memoria? Il segreto è nella riserva cognitiva

Se, come abbiamo visto, con gli anni la rapidità di elaborare dati si affievolisce, a fare la differenza tra una memoria che invecchia bene e una che invecchia male, è la riserva cognitiva di cui ciascuno di noi è dotato. E questa è dovuta alla sana abitudine di studiare, leggere, continuare una vivace vita sociale e accumulare esperienze.

Perciò, per rallentare l’orologio biologico del cervello, gli esperti consigliano di agire sull’alimentazione, sull’esercizio fisico e sull’allenamento mentale.

Per aiutare le tue capacità cerebrali, attivati fin da subito seguendo queste 10 (+1) indicazioni:

  1. Rinuncia al fumo e ai superalcolici;
  2. Non eccedere con il sale, le fritture, gli zuccheri raffinati e la carne rossa;
  3. Adotta una sana dieta mediterranea: contiene tutti i nutrienti chiave per il cervello e, secondo uno studio della Swinburne University of Technology e della Deakin University di Melbourne, sarebbe in grado di rallentare il declino cognitivo e di proteggere dallo sviluppo dell’Alzheimer;
  4. 2-3 volte a settimana mangia pesce, meglio se cotto a vapore: nella dieta rappresentano una fonte significativa di acidi grassi Omega-3 preziosi per le funzioni cerebrali. Non consumi prodotti ittici? Puoi rimediare assumendo integratori specifici;
  5. Bevi acqua a sufficienza: la disidratazione, così come la malnutrizione, lo stress e l’ansia, non permettono al cervello di sfruttare appieno le sue potenzialità;
  6. Conduci una vita attiva: è vero, la memoria risente dell’invecchiamento, ma mantenersi fisicamente e mentalmente dinamici, così come godere di una vita sociale appagante, aiuta la brillantezza;
  7. Dormi almeno 6-7 ore per notte: il ricordo delle esperienze vissute durante la giornata si cementa nel cervello proprio grazie al sonno;
  8. Mantieni sotto controllo la pressione sanguigna: l’ipertensione è nemica del cervello. Al contrario, studi dimostrano come l’esercizio aerobico possa migliorare la memoria intervenendo proprio sui livelli pressori;
  9. Tieni la mente in costante allenamento: ogni settimana trova del tempo per giocare a scacchi, bridge, cruciverba, sudoku, per comporre un puzzle, leggere un libro o dedicarti a veri e propri esercizi per la mente;
  10. Affidati a un’integrazione naturale e sicura per rinforzare la tua capacità mnemonica e cognitiva e continuare ad essere performante. L’omotaurina, ad esempio, è una molecola originariamente isolata in alcune specie di alghe, simile ad alcune sostanze attive nel nostro cervello. Se hai la percezione che la tua memoria non sia più quella di una volta e vuoi mantenerla in forma più a lungo, puoi valutare un’integrazione alimentare di questa preziosa sostanza;
  11. Vuoi tanti altri suggerimenti per migliorare o mantenere la funzionalità cognitiva? Abbiamo raccolto per te i principali consigli per rinforzare la memoria e li abbiamo “infiocchettati” in una comodissima guida pratica. Segui le indicazioni e preparati a sentirti meglio con te e con gli altri!

Segui le indicazioni e preparati a sentirti meglio con te e con gli altri!

Scarica la guida pratica

 

 

 

 

ATTENZIONE: Le informazioni e i consigli che ti proponiamo sono generali, e come tali vanno considerati, non possono essere utilizzati a fini diagnostici o terapeutici. I professionisti della salute, come il medico e il farmacista, devono rimanere sempre la tua figura di riferimento. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

 

Riferimenti:

  1. Global action plan on the public health response to dementia 2017–2025. Geneva: World Health Organization; 2017.
  2. Harvard Health Publishing. A Guide to Cognitive Fitness; 2020. Available from: https://www.health.harvard.edu/mind-and-mood/foods-linked-to-better-brainpower
  3. Jessen F, Amariglio RE, Buckley RF, van der Flier WM, Han Y, Molinuevo JL, Rabin L, Rentz DM, Rodriguez-Gomez O, Saykin AJ, Sikkes SAM, Smart CM, Wolfsgruber S, Wagner M. The characterisation of subjective cognitive decline. Lancet Neurol. 2020 Mar;19(3):271-278.
  4. Livingston G, Huntley J, Sommerlad A, Ames D, Ballard C, Banerjee S, Brayne C, Burns A, Cohen-Mansfield J, Cooper C, Costafreda SG, Dias A, Fox N, Gitlin LN, Howard R, Kales HC, Kivimäki M, Larson EB, Ogunniyi A, Orgeta V, Ritchie K, Rockwood K, Sampson EL, Samus Q, Schneider LS, Selbæk G, Teri L, Mukadam N. Dementia prevention, intervention, and care: 2020 report of the Lancet Commission. Lancet. 2020 Aug 8;396(10248):413-446.
  5. Livingston G, Sommerlad A, Orgeta V, Costafreda SG, Huntley J, Ames D, Ballard C, Banerjee S, Burns A, Cohen-Mansfield J, Cooper C, Fox N, Gitlin LN, Howard R, Kales HC, Larson EB, Ritchie K, Rockwood K, Sampson EL, Samus Q, Schneider LS, Selbæk G, Teri L, Mukadam N. Dementia prevention, intervention, and care. Lancet. 2017 Dec 16;390(10113):2673-2734.
  6. Risk reduction of cognitive decline and dementia: WHO guidelines. Geneva: World Health Organization; 2019.
  7. Richards BA, Frankland PW. The Persistence and Transience of Memory. Neuron. 2017 Jun 21;94(6):1071-1084. doi: 10.1016/j.neuron.2017.04.037. PMID: 28641107.
  8. Joshua K. Hartshorne, Laura T. Germine- When Does Cognitive Functioning Peak? The Asynchronous Rise and Fall of Different Co-gnitive Abilities Across the Life Span – March 13, 2015 – https:// doi.org/10.1177/0956797614567339
  9. Lars Nyberg et Al. – Memory aging and brain maintenance – Review Feature Review – Volu-me 16, ISSUE 5, P292-305, May 01, 2012 – https://doi.org/10.1016/j.tics.2012.04.005
  10. Roy J. Hardman, Greg Kennedy, Helen Macpherson, Andrew B. Scholey and Andrew Pipingas – Adherence to a Mediterranean- Style Diet and Effects on Cognition in Adults: A Qualitative Evaluation and Systematic Revi-ew of Longitudinal and Prospective Trials – Front. Nutr., 22 July 2016
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